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ZINGARI
Ultima etnia nomade presente anche su territorio europeo. Originari dell'India nordoccidentale, dal IX secolo si diffusero nell'impero bizantino (donde il loro nome nazionale, Rom), dove per le loro abilità artigianali ricevettero particolari privilegi, tramutati in schiavitù nei principati balcanici e danubiani dopo il XIV secolo. Si dispersero quindi ulteriormente, a piccole tribù, raggiungendo l'Europa occidentale nel XV secolo. In Spagna furono colpiti da bando di espulsione nel 1494 insieme a ebrei e moriscos. Ricevettero quindi denominazioni diverse nelle diverse lingue (gitanos, tsiganes, Zigeuner, gipsies). Perseguitati , odiati , amati , in ogni caso sopportati gli zingari , nei secoli , hanno rappresentato la diversità e quindi hanno suscitato diversi sentimenti.
Anche nella nostra letteratura napoletana sono presenti due autori , Ferdinando Russo e Raffaele Viviani che ne hanno parlato.Ma quale diversità ! Russo ha sottolineato il peggio della loro natura interpretando , forse , il sentimento più diffuso ovvero il rigetto da parte della società . L’altro, Viviani , ha trattato l’argomento sotto un profilo sociale,mettendo in luce più la miseria,la fame e i disagi della loro vita che le loro furfanterie.

Ferdinando Russo 'E zingare voce Antonio Mencarini


Dalla voce di Carlo Missaglia una rarissima esecuzione di 'e Zingare di Raffaele Viviani

Per chiudere per la voce di Antonio Mencarini 'A Caravana di Raffaele Viviani

LA NOSTALGIA clicca sui titoli per ascoltare

E’ un tema frequente e ricorrente nella letteratura e nelle canzoni.Ed è generalmente quanto avviene nei cuori dei napoletani che per mille ragioni sono costretti a lasciare la loro città. Nonostante tutto, intendendo per tutto la miseria, il disordine, la precarietà della vita .E non c’è da vergognarsene nel modo più assoluto anche se, alcuni, considerano questo sentimento, che tale è, superato e obsoleto o, addirittura, “chella scemità ch’è ‘a nostalgia”come viene definito in un verso della stupenda Lettera da Torino del poeta Salvatore Tolino: è vero, gli emigranti sono ormai una sparuta minoranza ma chi di noi, dopo una lunga assenza, ritornando a Napoli non ha sentito echeggiare nella memoria i primi versi di ‘O paese d’’o sole di Libero Bovio
:- ‘O treno steva ancora ‘int’a stazione, quanno aggio ‘ntiso ‘e primme mandolini-?
Questa nostra saudade, di cui portoghesi e brasiliani vanno tanto fieri, ha ispirato poeti e musicisti illustri. Teniamocela stretta!

Santa Lucia
Luntano a te
Quanta malinconia!
Se gira ‘o munno sano
Se va a cercà furtuna..
Ma quanno sponta ‘a luna,
luntano ‘a Napule
nun se po’ sta’!

Un giovane musicista, Salvatore Lietone, vive e lavora in Svizzera da molto tempo. La lontananza e la nostalgia del suo Paese gli hanno ispirato questa deliziosa poesia accompagnata appunto dalle note di Santa Lucia luntana :
…E vulevo quaccosa

Si’ ancora bella è il titolo della poesia di Elio Veltre, poeta e scrittore “emigrante” che a volte ripensa con tenerezza alla sua Napoli. E’ un atto d’amore bellissimo e struggente.

M’è arrivata stammatina
‘na cartulina;
è ‘na veduta ‘e Napule
ca m’ha mannato mammema

E’ l’inizio di una canzone, ‘A cartolina ‘e Napule, portata al successo dalla famosa Gilda Mignonette di cui vi proponiamo una rarissima incisione.

Me ne voglio ‘i all’America per dimenticarmi di tutto, di Napoli, delle canzoni, del cielo, del mare, di te. Ma stanotte Napoli è bellissima ! Come potrei fare a dimenticarla. La stupenda interpretazione è del nostro Carlo Missaglia.

Questa piccola carrellata di nostalgie non può che chiudersi con Lacreme napulitane di Libero Bovio, musicata da Francesco Buongiovanni e recitata da Antonio Mencarini.
Siamo stati troppo sentimentali? Forse, ma non è proprio il sentimento che caratterizza Napoli e i napoletani?